Strage di donne, i familiari delle vittime: “Chiederemo al Governo l’ergastolo per i killer”

“Fine pena mai per chi uccide una donna”. Difronte alla strage continua di mogli, fidanzate, compagne ammazzate il più delle volte da uomini con cui hanno avuto relazioni, è questa la proposta che molti familiari delle vittime di femminicidio presenteranno al prossimo Governo. “Pene severe e certe porterebbero ad un calo dei delitti”, ipotizza Clementina Iannello, mamma di Veronica Abbate, 19 anni, uccisa nel 2006 con un colpo di pistola alla nuca. Il suo ex non accettava la fine della loro storia. E nei prossimi giorni, come racconta a Raffaella Calandra, sarà inaugurata a Mondragone, nel casertano, pieno feudo di camorra, la “Casa di Very”, in memoria della ragazza: una casa di accoglienza per donne maltrattate, in un palazzo confiscato ai boss. “Tutto è un crollato quando ho scoperto che non avevo più due figlie e durante il processo ho dovuto pure sentire domande sulle minigonne di Veronica”, protesta la signora Clementina, che ha anche scritto una lettera alla direttrice del carcere di Bollate, dopo aver visto in tv l’uomo che ha ucciso sua figlia.
Alla vigilia dell’8 marzo, A Ciascuno Il Suo ha voluto dedicare la puntata alle tante violenze alle donne, tra storie e riflessioni

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